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Intervento di Emorroidectomia

L’Emorroidectomia

 

L’intervento chirurgico di Emorroidectomia con legatura delle Emorroidi è sempre stato considerato e vissuto dalla popolazione come un intervento doloroso, fastidioso e ed invalidante per il suo decorso.

Questa convinzione era determinata, sino agli anni 90, dal fatto che tale intervento veniva considerato un intervento di chirurgia “minore”, e come tale spesso lasciato nelle mani di chirurghi meno esperti, alla fine di una faticosa giornata operatoria.

L’assenza di una adeguata formazione specialistica proctologica, rendeva l’esecuzione di questo intervento, spesso, una routine senza interesse e la gestione del post-operatorio una sua naturale conseguenza.

Si badava poco alle ragioni del dolore, ed il “discomfort” del paziente veniva considerato normale e giustificato.

Negli anni invece, e fortunatamente, una ristretta cerchia di Specialisti, si sono avvicinati con maggior interesse e attenzione alla patologia proctologica ed al “problema” Emorroidectomia, studiando e confrontandosi scientificamente.

Sono state quindi messe “a punto” delle accortezze tecniche che nei fatti hanno ridotto le fastidiose conseguenze post-operatorie legate a questo intervento (legatura alta dei peduncolo vascolari, scollamento delle fibre dello sfintere per evitare di intrappolarle nelle suture, limitazione all’uso dell’elettrobisturi sull’anocute, riduzione delle incisioni anocutanee responsabili del bruciore evacuatorio).

Attualmente, nei fatti, l’emorroidectomia tradizionale , in mani esperte non è un intervento doloroso, ma può associarsi solo a piccoli fastidi post-evacuativi che durano generalmente pochi giorni, ma che non limitano la vita del Paziente, il quale, dimesso anche dopo 4-6 ore dall’intervento, rientra al lavoro in 2-3 giorni.

L’opinione pubblica, tuttavia, continua rimanere legata ad una convinzione traumatica dell’emorroidectomia, confortata purtroppo da interventi non canonici eseguiti da Chirurghi poco esperti.

Su questa base negli ultimi anni (a partire dai primi anni duemila) sono state “sponsorizzate” procedure chirurgiche alternative alla Emorroidectomia Tradizionale, con l’apparente unico vantaggio di un intervento “indolore”.

Tali procedure (emorroidectomie e prolassectomie con Stapler), introdotte senza una adeguata valutazione e validazione scientifica e senza il conforto di studi metodologicamente appropriati, hanno subito ottenuto gli onori della cronaca medica, e sulla spinta di regole commerciali lontane dalla logica medico-scientifica, hanno raggiunto una enorme diffusione in tutto il mondo.

Sull’onda di una chirurgia non dolorosa, mini-invasiva e poco traumatizzante, tali procedure sono state eseguite anche da Chirurghi senza una adeguata formazione specialistica, determinando una serie di gravi complicanze mai neppure pensate nella chirurgia tradizionale dell’Emorroidectomia con legatura.

Sono descritte perforazioni rettali con ascessi e necessità di colostomie o ileostomie derivative, dolore pelvico cronico non responsivo a terapia antalgica, ecc.

Inoltre, negli anni, i dubbi relativi alla reale efficacia di tale intervento si sono concretizzati e molti studi scientifici metodologicamente appropriati ora ci hanno dimostrato la relativa inefficacia di tale procedura, specialmente su quei gradi emorroidari che determinano l’indicazione chirurgica (emorroidi di III e IV grado).

Queste sono le conclusioni di uno degli studi meglio condotti in termini di adeguatezza metodologica e statistica negli ultimi anni (Cochrane Database Syst Rev. 2006 Oct 18;(4):CD005393):

“Stapled hemorrhoidopexy is associated with a higher long-term risk of hemorrhoid recurrence and the symptom of prolapse. It is also likely to be associated with a higher likelihood of long-term symptom recurrence and the need for additional operations compared to conventional excisional hemorrhoid surgeries. Patients should be informed of these risks when being offered the stapled hemorrhoidopexy as surgical therapy.”

“L’emorroidectomia con Stapler è associata ad un rischio più alto di recidiva rispetto alla emorroidectomia tradizionale, come è più alto il rischio di recidiva del sintomo prolasso. Risulta inoltre essere associata ad un maggior probabilità di recidiva dei sintomi ed alla necessità di subire nuovi interventi chirurgici rispetto alla chirurgia tradizionale. I pazienti dovrebbero essere adeguatamente informati di questi rischi quando ad essi vene offerto questo trattamento chirurgico”.

La sintesi potrebbe essere questa:vale la pena di incorrere in un elevato rischio di recidiva delle emorroidi, e di complicanze chirurgiche, sulla spinta di non patire un dolore che alla prova dei fatti, in mani esperte, si riduce a pochi giorni di lievi fastidi anorettali?

In conclusione l’esperienza, la super-specializzazione, la rigida osservanza della corretta indicazione operatoria, hanno permesso l’evoluzione di Specialisti Proctologi capaci di trattare adeguatamente e correttamente la patologia emorroidaria, in sicurezza ed efficacia, garantendo al paziente un intervento di Emorroidectomia tradizionale rapido, non-traumatico, risolutivo ed indolore. 

 

L'Emorroidectomia

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